domenica 20 settembre 2009

nessuno

ci pensi?
sei da sola

nessuno che ti accarezzi per davvero

nessuno che si preoccupi di farti addormentare fra le sue braccia

nessuno che pensi a come farti stare bene


quasi un sollievo ogni tanto non avere nessuno

si può tranquillamente non sentirsi in colpa così


in santa pace




non mi viene nemmeno da piangere


per ora

mercoledì 17 giugno 2009

tutto è cambiato
ma tutto è ancora da cambiare

Imparare a respirare senza sentire dolore
Dire a tutti cosa voglio veramente, ma dopo aver avuto il coraggio di dirlo a me
Sentire la leggerezza dopo aver compiuto la scelta, la leggerezza della verità

vorrei poter andare per sempre
portare con me le cose che contano

dire grazie delle cose belle che ho avuto, ma anche io vado perchè voglio provare a sentire cosa si sente senza scarpe ai piedi
quando la strada è dura

lasciatemi andare, per favore

è meglio per tutti
voglio camminare senza voltarmi indietro

giovedì 17 luglio 2008

c'è tempo

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

(I.Fossati)


e piango... all'una e dodici minuti... piango


cazzo

domenica 13 luglio 2008

come vorrei cambiare tutto

Se ti do materia, che mi dai?
Se ti do paura, che mi dai?
Qualità e valore, non mi rendono tale da
non riuscire a fare quel che vorrei
come vorrei cambiare tutto
come vorrei cambiare tutto

Se ti do la cura, che mi dai?
Se mi muori a fianco, come fai?
Non mi rendo conto
Come è lungo questo inverno
E credi non è affatto come vorrei
Come vorrei cambiare tutto
Come vorrei cambiare tutto
Come vorrei cambiare tutto

Le tue manie sono deboli
Le mie bugie d’altronde dimenticabili
Non è di certo mio tutto quel merito
che un po’ ti ha migliorato…

Se ti do malinconie, che mi dai?
Aprimi tutte le vie, che non perdo tempo

Come vorrei cambiare tutto
Come vorrei cambiare tutto
Aprimi tutte le vie, che non perdo tempo

(moltheni)

mercoledì 2 luglio 2008


è un fiammifero
è un giro per mano a Parigi anche se soltanto in una mail
è un numero alla volta
è il bip degli sms
è chiedermi perchè
è un biglietto di sola andata
è sotto l'ombrello al centro per riempire la valigiona
è un cuscino di notte
è una voce che dice "ecco..."
è un segreto dolce
è un taxi che mi porta alla stazione
è un viaggio in treno fra i campi di grano nel sole
è un primo sorriso e un primo abbraccio e un primo bacio
è l'odore delle labbra e della pelle
è le mani in bocca mentre siamo in macchina
è non ce la faccio ad arrivare
è un ascensore
è una porta che si apre
è un biglietto sulla soglia
è le mani su di me
è un respiro
è una voce che dice cose belle e meno belle
è una notte di bellezza e paura
è un abbaino
è uno yogurt coi cereali
è una moto e una mano che mi chiede di stringere per non cadere
è la pioggia che mi bagna mentre ti guardo scattare un unica foto che non vedrò mai
è un libro comprato di corsa e messo in mano senza guardarmi (e se ci penso mi si stringe lo stomaco per come è stato bello)
è la tenerezza delle carezze al cane lungo la strada
è il silenzio nella stanza senza pareti di fronte al mare
è il mirto che profuma
è le barche lontane
è una sigaretta nel buio
è un viso senza sorriso
è un sorriso che ti riempe l'anima
è il tempo che scorre troppo piano o troppo veloce
è una schiena vicinissima e lontana
è un tapis roulant dell'esselunga :)
è una galleria di corsa con il casco che preme
è un autogrill che manca così poco da far male
è Firenze che già non sopportavo figurati ora
è una mano che stringe la mia che trema e l'ultimo abbraccio e l'ultimo bacio
è un ciao tracciato nella polvere del finestrino
è un viaggio nel buio
è un ritorno a casa che non te lo dico nemmeno


sei tutto quello che tiri fuori anche se vorresti che fosse solo tuo
sei quello che ti rimane dentro, ma si vede lo stesso
sei solitudine
sei forza

sei anni di cose che hanno scavato e plasmato
sei tutto il bello e tutto il brutto di una vita... solo tua

e ok sei le tue foto... perchè stasera mentre diminuivano mi sono commossa a riguardarle



...e sei tante altre cose che non avrò mai il coraggio di dirti :)

mamma mia, Ce....
mamma mia

lunedì 23 giugno 2008

noi


luce e bianco...

mercoledì 18 giugno 2008

grazie, m.


"La fissai. Mi sorprese intento a guardarla. Spostò di un paio di
centimetri la direzione del suo sguardo e io non mi trovai più lì,
per lei. Ma, dovunque mi trovassi, stavo trattenendo il respiro.
Ci sono bionde e bionde, e al giorno d’oggi questa è quasi una
battuta di spirito. Tutte le bionde hanno i loro vantaggi, eccettuate
forse quelle metalliche che, sotto la tintura, sono bionde quanto
gli zulù, e, per quanto concerne l’indole, sono tenere quanto un
marciapiede. C’è la bionda piccoletta e furba che cinguetta e cian-
gotta, e l’imponente bionda statuaria che con uno sguardo azzurro
come il ghiaccio ti mette con le spalle al muro. C’è la bionda che ti
guarda dall’alto in basso, e ha un buon profumo, ed è tutta vibran-
te luminosità, e ti si attacca al braccio ed è sempre tanto, tanto
stanca quando l’accompagni a casa. Fa il consueto gesto di diniego
e ha il solito dannato mal di capo e tu vorresti stordirla con un col-
po in testa, ma in fondo sei lieto di aver saputo dell’emicrania pri-
ma di aver investito in lei troppo tempo e denaro e troppe speran-
ze. Poiché l’emicrania la difenderà sempre; è un’ arma che non si
logora mai ed è mortale quanto il pugnale dei bravi o la fiala di ve-
leno di Lucrezia.
C’è la bionda tenera, accondiscendente e alcolizzata che non si
cura di ciò che indossa, purchè si tratti di visone, o di dove va, pur-
chè la meta sia un club notturno di lusso e vi si possa bere campa-
gne a volontà. C’è la bionda minutina e vivace ch’è una piccola ca-
merata e vuole fare a mezzo quando si paga il conto ed è piena di
luce e di buon senso, e conosce a fondo la lotta giapponese e può
scaraventare a terra un autista di un camion facendoselo volteggiare
sulla spalla senza saltare più di una frase nell’articolo di fondo della
Saturday Review. C’è la pallida, esangue bionda affetta da un’ane-
mia di tipo non fatale ma incurabile. È molto languida e molto cre-
puscolare e parla con una voce bassa che par venire dall’oltretom-
ba, e non puoi toccarla neppure con un dito, in primo luogo per-
chè non ne hai alcuna voglia e in secondo luogo perché sta leggen-
do The Waste Land* o Dante nella lingua originale o Kafka o
Kierkegaard, oppure sta studiando il provenzale. Adora la musica
e quando l’orchestra filarmonica di New York suona Hindemith
sa dirti quale dei sei violoncelli abbia attaccato con un quarto di
misura troppo tardi. Mi si dice che anche Toscanini ne era capace.
Così sono in due.
E infine c’è la bionda sfarzosa e spettacolare che seppellisce tre
gangster e poi sposa due milionari con un milione di dollari cia-
scuno e conclude la sua carriera con un villa rosa pallido a Cap
d’Antibes, con un Alfa Romeo al completo di autista e vice-auti-
sta, e una scuderia di aristocratici squattrinati che tratta dal primo
all’ultimo con l’affettuosa, distratta condiscendenza di un vecchio
duca quando augura la buonanotte al suo maggiordomo."

martedì 3 giugno 2008